Catodica vuol essere una kermesse dell’immagine elettronica, passata per il filtro dell’invenzione creativa, della video-art dunque, giovane filone di ricerca espressiva, adiacente al mondo televisivo e cinematografico, ma con un suo percorso distinto ed autonomo.
Una prima esperienza, in questo senso, a Trieste – anche se singoli episodi di informazione e ricerca videoartistica vi si verifichino spesso – promossa ed organizzata dall’associazione culturale di Trieste Fucine Mute e curata da Maria Campitelli.
Catodica si avvale della collaborazione della G.A.M. di Torino, di Care Of di Milano, della Galleria LipanjePuntin di Trieste, e del Gruppo 78 di Trieste. Con il contributo della Regione Autonoma FVG.

Catodica intende proporre un percorso che spazia soprattutto sull’oggi, proponendo artisti più e meno affermati, italiani e stranieri, estendendosi anche a giovani che da poco si sono affacciati sull’immagine di sintesi per raccontare le loro riflessioni sul mondo che ci circonda, sullo stato delle cose, oppure per visualizzare i loro stati d’animo, far affiorare l’immaginario dell’inconscio. Il mezzo, analogico, digitale, con gli apporti del computer, consente metamorfosi strabilianti, effetti speciali altamente spettacolari, o anche la semplice registrazione dell’esistente coadiuvato comunque da una tecnologia perfezionistica. Il costante miglioramento della qualità dell’immagine rispetto ai sistemi PAL, BETAMAX, VHS, va in parallelo con la sofisticazione degli apparecchi di trasmissione.

Non manca un’incursione storica, degli esordi della video-art, rincorrendo un percorso diacronico, in clima Fluxus appunto in un ambito sperimentale che coinvolgeva il teatro, la danza, la musica, l’happening e la performance, in quell’aspirazione all’arte totale che contrassegnava le rivolte artistiche/culturali, adiacenti all’arte concettuale. Con la collaborazione della videoteca della G.A.M. saranno presentati dei video di Nam June Paik (Electronic Opera 1, 1969; Tribute to John Cage, di cui Paik era allievo, 1973/76), Vito Acconci (Undertone, 1972), John Baldessari (I’m making Art, 1971), Bruce Nauman (Resolving Upside Down, 1968) Gerry Schum (Identifications, 1971), Gary Hill (Ura Aru, 1985/86); Bill Viola, The space between the teeth, 1977), questi due ultimi artisti di seconda generazione. Video che hanno segnato un’epoca, nel nome dell’analisi e dell’autoanalisi ossessive, di estrazione concettuale, dell’analisi linguistica (Ura –aru di Hill) della documentazione di azioni e performances (v. l’omaggio a John Cage, dove compare anche una performance con la celebre violoncellista Charlotte Moorman).

Catodica, offrirà poi molti artisti dell’età di mezzo, nel senso che hanno conseguito già un’affermazione internazionale, come l’australiana Tracey Moffat, il russo Sergey Bratkov, e Robert Gligorov, Tim White, Gerald Van Kaap, Masbedo (video forniti dalla galleria LipanjePuntin), ciascuno con una sua diversa poetica, tra l’evocazione favolistica, l’istanza sociale, la riscoperta del mondo naturale.

Alessandro Amaducci, teorico e produttore di video-art, presenterà degli estratti da Spoon River e Che fine ha fatto Baby Love. Li farà precedere da un’introduzione in cui esporrà il suo punto di vista per una video-art del futuro, integralmente tecnologica.
Maria Campitelli invece, curatrice dell’intero evento, presenterà giovani autori sia locali (Paolo Comuzzi, Lucia Flego, Luca Gabrielli, Massimo Poldelmengo…) sia di diversa radice italiana e straniera (Alba D’urbano, Angelo Pretolani, Laura Malacart, Edith Dekindt, Piotr Osiuzskiewicz, Angela Pietribiasi…).
È prevista pure una breve parentesi di video-performance, dove il confine tra video e performance non è poi così chiaramente definibile; vi si ingloba sia il video documentativo di un’azione svolta sia il prodotto in cui si fondono l’una e l’altra.
Concluderà un’ampia carellata di giovani autori, scelti dal fornitissimo archivio di Careof di Milano, con la presentazione da parte del suo demiurgo, Mario Gorni. (Botto&Bruno, Brigata Es, Eva Marisaldi, Marzia Migliora, Sabrina Mezzaqui, Francesco Lauretta, Davide Skerlj, Mariucia Pisani, Alberto Guida, Jasa Mrevljie, Martin Zet, Italo Zuffi, Lucia Uni, Blue Noses, Nemanja Cvijanovic, Alessandra Spranzi…). Tra questi emergono veramente degli spunti creativi che fanno bene sperare per il futuro della video-art.